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ott 6, 2009 OOPart
Nel 1927 a Belize presso le rovine Maya di Lubaantun la figlia adottiva di Frederick Mitchell-Hedges, un esploratore inglese, che si trova in Sudamerica alla ricerca di prove sull’esistenza di Atlantide, di cui e’ un convinto assertore, attratta da qualcosa che luccica tra alcune rocce porta alla luce un misterioso reperto. Si tratta di un teschio di cristallo costruito in modo da essere una la perfetta riproduzione di un cranio umano.
Il manufatto rappresenta probabilmente un teschio femminile, pesa circa 5kg, e’ lungo 18cm, largo 12 ed alto 13, ed e’ stato creato partendo da un unico pezzo di quarzo. Il teschio è stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo: una tecnica estremamente avanzata in uso tra i moderni scultori che sfrutta l’asse di simetria su cui si sistemani gli atomi del soldi e che abbassa notevolmente la possibilita’ di frantumare il pezzo. Inoltre sulla superficie del teschio ha la piu’ minima e microscopica graffiatura . Secondo Dorland la lavorazione è avvenuta utilizzando punte di diamante e tutto era stato rifinito con una miscela abrasiva di polvere di silicio e acqua: ci sarebbero pero’ voluti approssivamente 300 anni di lavoro, 24 ore su 24 !Ma c’è altro, il teschio cambia di colore e sensazioni di caldo e freddo si avvertono toccando il quarzo.
Si e’ attualmente a conoscenza di 13 teschi di cristallo: l’esemplare di cui vi ho narrato la storia e’ nelle mani di Anna Mitchell-Hedges, un altro e’ al British Museum, un altro ancora si trova al Musée de l’Homme di Parigi , un teschio di cristallo si trova alla Smithsonian Institute of Washington, un cranio originario del Guatemala (del peso di 8 kg) e’ posseduto dalla famiglia “Parks” che a sua volta mostra il reperto in giro per gli Stati Uniti, un’altro e’ noto come il “Teschio d’Ametista” perche’ scolpito nel quarzo viola (gli studi su di esso hanno dimostrato che e’ stato tagliato rispettando l’asse di simetria), gli altri pezzi appartengono a privati ed altri musei mondiali.
Fra tutti, il piu’ dettagliato e trasparente rimane però proprio quello di Mitchell-Hedges.
Genesis

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set 22, 2009 OOPart
Questo manufatto viene attribuito alla cultura Sciita, una tribù nomade stanziatasi nella regione dell’attuale Iran, tra il II° e il I° secolo Avanti Cristo. La denominazione “Astronauta di Kiev” è stata attribuita da Peter Kolosimo, per lo strano abbigliamento che a suo dire era molto simile ai cosmonauti moderni. La statuetta è in oro e riproduce un individuo dotato di un casco simile a quello degli astronauti che siamo abituati a vedere oggi. Se provate a vedere al di sotto del mento, potrete intravedere una sorta di giuntura. Secondo Kolosimo la “tuta” sembrerebbe moderna e costruita con un materiale molto aderente ed elastico e con la parte di mezzo trapuntata. La vita della statuetta è munita di una fascia e le mani sembrano avere dei guanti. Anche la posizione del soggetto è molto particolare…, l’individuo, infatti, sembra annunciare il suo arrivo mostrando la sua forza e il suo coraggio… Giudicate voi…
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set 10, 2009 OOPart
Chi non ha mai sentito parlare dell’astronauta di Palenque? Suppongo che tutti gli appassionati di archeologia spaziale, nonché tutti quelli che credono all’esistenza di extraterresti ( me compresa ) , ne abbiano sentito parlare a lungo e si siano messi ad analizzare le immagini con attenzione particolare. Ma dove si trova l’immagine di questo antico viaggiatore delle stelle? La sua effige è scolpita nella maestosa pietra tombale di re Pacal, che fu rinvenuta nel 1952. Gli ufologi vedono in essa la prova dell’esistenza di aeromobili nella remota antichità e, se osservate bene, infatti , sulla lastra del sarcofago si vedono chiaramente delle similitudini con oggetti ancora in uso, oggi, dai piloti moderni. Senza dimenticarci che, a destra si vede il fuoco e il gas del razzo, che, quindi, è rappresentato in fase di decollo.
Come già sapete l’archeologia moderna sfata ancora questa ipotesi ( come al solito del resto), ma voi, che crediate o no agli extraterrestri, guardate l’immagine dimenticando le vostre convinzioni e lasciatevi andare. Che cosa rappresenta secondo voi?
By Genesis

Sopra la foto del bassorilievo con contrasti di colore, per evidenziare meglio ciò che è raffigurato, e sotto la pietra tombale originale.

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set 3, 2009 OOPart
Si tratta di statuette raffiguranti dei dinosauri in modo molto particolareggiato, tra cui figurano un anchilosauro, un brontosauro e un iguanodonte. Le statuette sono state trovate vicino a Guanajuato nel New Mexico nel 1945, da Waldemar Julsrud e risalirebbero a circa 2.500 anni fa e sono considerate dagli antievoluzionisti una prova della contemporanea esistenza di esseri umani e dinosauri. Le statuette infatti, probabilmente, sono rappresentazioni di quello che le antiche popolazioni di Guanajuato si sarebbero tramandate di generazione in generazione.
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ago 25, 2009 OOPart
Oggi voglio parlarvi di un caso molto seguito sul web e dagli studiosi di tutto il mondo. Non so se si possa ritenere un OOPart, so solo che è un ritrovamento unico nel suo genere e che l’ipotesi più plausibile sia, ancora oggi, contestata da molti.
Tratteremo il caso del teschio da tutti chiamato “star child”, rinvenuto in Messico attorno al 1930, e studiato dal professor Lloyd Pye dal febbraio 1999.
Il cranio fu rinvenuto in una caverna a 160 km a sudovest della città di Chihuahua, sepolto accanto a un normalissimo scheletro umano, riverso in posizione supina sulla superficie del tunnel.
Quello che differenzia il teschio del cosiddetto bambino delle Stelle da uno umano sono le seguenti caratteristiche:
1)l’area parietale sporge da entrambi i lati delle orbite senza alcuna traccia di tempie normali;
2) le cavità oculari sono troppo poco profonde rispetto alla norma;
3) le orbite sono ovali e completamente cave;
4) i canali del nervo ottico sono deviati in basso ed in dentro in modo da rendere molto inverosimile la mobilità del normale bulbo oculare;
5) in base alle analisi effettuate sulla mascella destra superiore da un dentista, si è determinato che il teschio fosse appartenuto a un bambino di età compresa tra i 4 e i 5 anni; tuttavia il volume cerebrale ammonta a 1600 cm³, ovvero a 200 cm³ in più rispetto alla media di un cervello umano adulto e 400 cm³ in più di un adulto con un cranio della stessa grandezza;
6)l’attaccatura del collo è in posizioni assolutamente anomale per essere appartenuto ad un bambino umano;
7) non è presente alcun incavo al di sopra del naso (i seni paranasali frontali sono assenti e la superficie è regolare dalle arcate sopraccigliari fino all’inizio del setto nasale);
8 ) nel teschio ci sono fibre e residui ignoti.
Il teschio di Star child venne in possesso di Ray e Melanie Young di EL Paso (Texas), che lo affidarono allo scienziato e scrittore Lloyd Pye. Secondo Pye, il teschio venne trovato intorno al 1930 in una miniera a circa 160 km a sud-ovest di Chihauha (Messico) da un’adolescente di circa 13-15 anni; il teschio era sepolto accanto a un normale scheletro umano che si trovava coricato di schiena, supino, all’interno di un tunnel, e appartenente ad una donna amerinda. Metà del teschio era deforme, aveva le cavità degli occhi troppo poco profonde. La testa(datata intorno al 10° secolo) era grande un quarto del corpo, le mani molto grandi e palmate, i piedi erano quasi invisibili come la bocca.
Per molti lo Star child sarebbe un ibrido tra un essere umano e un extraterrestre fatto in laboratorio dagli extraterrestri su donne addotte allo scopo di creare esseri adatti alla colonizzazione di altri pianeti…
Prove a sotegno dell’autenticità del teschio sono state rese pubbliche dallo scienziato Lloyd Pye. Il teschio è stato sottoposto alla datazione con il carbonio 14 (che ne ha indicato l’età in 900 anni), analisi a raggi x, scannerizzazioni almicroscopio atomico e TAC; l’analisi effettuata dichiara che non ci sono segni di manomissione o di artificialità: le ossa sono ossa reali e non un agglomerato di calcio solidificato in uno stampo. Il teschio è composto da (CaHA), ovvero il normale materiale dell’osso umano.
Se volete seguire gli aggiornamenti delle ricerche ecco il link http://www.starchildproject.com/
Gli studi comunque, in breve, hanno confermato che il cranio è formato da ossa vere, assolutamente non artificiali, fabbricate o false…calcificate e con un rivestimento di vernice applicato da lungo tempo ed erano state esposte a stagno o ad una sostanza carica di ferro, poiché, sulla struttura inferiore del cranio del bambino c’erano diverse chiazze anomale. Si è avanzata l’ipotesi che la donna adulta fosse morta nella palude dopo aver seppellito il bambino. E’ molto leggero e possiede lo spessore osseo da avifauna (uccelli N.d.R.) delle sezioni craniali.
Dato che per ora si è accertata l’ origine umana della madre, se il test del DNA dovesse dimostrare una paternità diversa da quella dell’Homo sapiens sapiens avremo finalmente una prova tangibile che dimostra e verifica le leggende di molti popoli appartenenti a quella zona.
Voi cosa ne pensate?
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ago 21, 2009 OOPart
Nel Parco Nazionale della Montagna Blu, a Barra do Garças, in Brasile, si trova una grotta con le impronte fossili di piedi a quattro e sei dita. Ataide Ferreira da Silva Neto, presidente dell’Associazione di ricerche ufologiche del Mato Grosso (Brasile) ci parla di una loro leggenda locale in cui si fa ampiamente riferimento a piccoli esseri alti un metro e venti, con teste enormi rispetto al corpo e tre, quattro o sei dita per piede. E, si racconta, che questi esseri discesero dalle stelle con il solo scopo di aiutare la nostra evoluzione… Adesso gli studiosi stanno cercando di capire se queste impronte si siano formate a causa di un fenomeno naturale o se, addirittura , siano state create da qualche tribù aborigena che viveva in questi rifugi primitivi.
Per adesso il dubbio rimane, quindi, fra archeologi e scienziati…ma di certo non per tutti quelli che considerano la discesa degli extraterrestri sul nostro pianeta in tempi remoti una realtà inconfutabile. Se si ricerca con attenzione, fra le leggende dei popoli antichi è pieno di storie simili. Ma siamo sicuri che siano solo storie? Per esempio nelle regioni dell’Amazzonia si parla di un veicolo, coperto di fuoco, sceso dal cielo con al suo interno degli esseri intelligentissimi che diedero la conoscenza agli indios per poi ripartire fra le stelle…
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ago 13, 2009 OOPart
I campioni rinvenuti nel 1995 furono studiati anche dalla Russian Academy of Sciences di Syktyvka (la capitale dell’ex Repubblica Sovietica di Komi), di Mosca, di San Pietroburgo e da un istituto scientifico ad Helsinki, in Finlandia. Tutti gli esami eseguiti le collocano in un periodo che va dai 20.000 ai 300.000 anni fa (a seconda dello strato geologico in cui sono state trovate), epoche in cui, quindi, nessuna civiltà “conosciuta” sarebbe stata in grado di produrle.
Valerie Ouvarov, ha elaborato una teoria secondo la quale molte di queste microspirali e nanospirali sarebbero componenti elettronici un tempo costituenti un’enorme antenna ricetrasmittente. I metalli che costituiscono le spirali (rame, tungsteno e molibdeno) sono molto usati nella costruzione di componenti elettronici: il Tungsteno si trova comunemente nelle lampadine ad incandescenza, il molibdeno ha proprietà simili al Tungsteno e viene spesso usato per applicazioni missilistiche. Quindi, questi oggetti si possono classificare come bobine costituite da materiali conduttori…chiamati comunemente solenoidi.
Un’altra teoria asserisce che questi solenoidi non siano prodotti nano tecnologici ma formazioni “naturali” dei cristalli di tungsteno avvenute in seguito ad una attività bellica o missilistica ad alta tecnologia. E quelle di rame? Al giorno d’oggi, nanospirali in tungsteno si possono trovare solo nei poligoni militari atti alla sperimentazioni di armi ad alta tecnologia o in prossimità di basi missilistiche, possiamo quindi sostenere, se di fatto non sono naturali, che questi oggetti siano il risultato di un’attività missilistica o una guerra combattuta con armi tecnologicamente avanzate avvenuta migliaia di anni fa, ad opera di una civiltà tecnologicamente avanzata. Terrestre? Non si sa.
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ago 13, 2009 OOPart
Gli ufologi sostennero subito le nanospirali come prova indiscutibile del fatto che la Terra fu visitata da una razza aliena tecnologicamente avanzata in passato, e gli scettici di rimando sostennero che i risultati delle analisi derivavano da misurazioni errate o, addirittura, falsificate…
La vicenda rimase in sospeso fino a quando nel 1995 venne organizzata una nuova spedizione dal giornalista e ricercatore Valerie Ouvarov e dalla geologa Elena Matveyeva in cui vennero portate alla luce nuove spirali da uno strato sedimentario del fiume Balbanju vecchio di 100.000 anni che allontanarono definitivamente l’ipotesi della frode in seguito alle analisi, eseguite in differenti laboratori, che diedero gli stessi risultati. La Matveyeva dopo aver compiuto rigorosi test sulle nanospirali nell’Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica Geologica e lo Studio di Metalli Nobili e non Ferrosi (ZNIGRI) di Mosca, rilasciando la una perizia così riassumibile in questo modo:
La datazione dei depositi risale al Pleistocene Superiore, cioè a 100.000 anni fa, le spirali sono inglobate in un deposito di detriti di ghiaia e ciottoli creati dall’erosione dei sedimenti di strati di accumulazione, e che “l’età di questi sedimenti e le condizioni in cui sono state eseguite le analisi fanno escludere quasi del tutto l’ipotesi che la formazione dei cristalli di tungsteno sia da mettere in relazione con il lancio di razzi dalla vicina stazione spaziale di Pleseck…”
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ago 13, 2009 OOPart
Nel 1992, sui monti Urali, in Russia, alcuni geologi russi scoprirono, all’interno di campioni di roccia prelevati a scopo di studio, delle microscopiche spirali metalliche risalenti a più di 100.000 anni fa. I geologi russi che ne diedero l’annuncio, erano impegnati in alcune ricognizioni, presso la catena montuosa russa, alla ricerca di metalli. Potete immaginarvi, allora, il loro stupore quando si resero conto dell’ importantissima scoperta che avevano fatto. Delle nano-spirali risalenti a 100.000 anni fa equivaleva ad affermare che tutto ciò che avevano sempre studiato, in realtà, era tutto sbagliato. 100.000 anni fa, sulla terra, qualcuno venuto da qualche altro pianeta lontano era più avanti tecnologicamente di quanto noi oggi possiamo effettivamente esserlo. Questi oggetti microscopici suscitarono immediatamente l’attenzione degli scienziati, che ne trovarono centinaia, soprattutto presso i corsi d’acqua ( il fiume Balbanju, il Kozim, il Narada e su due affluenti minori, il Vtvisty e il Lapkhevozh); la maggior parte fu rinvenuta a profondità fra i 3 ed i 12 m. Le dimensioni dei minuscoli oggetti vanno dai 3 cm agli 0.003 mm (tre centesimi di millimetro); i più grandi sono composti da rame puro, mentre i più piccoli presentano una superficie liscia o parzialmente forata in tungsteno con nuclei in tungsteno o molibdeno. Per poter osservare la regolarità della loro struttura spiraliforme è necessario osservarli al microscopio. E, proprio questa innaturale regolarità dovrebbe farci riflettere…
Stiamo parlando di nano-tecnologia, ossia dello studio e della produzione e del controllo della materia su scala microscopica, all’ordine, appunto, dei nanometri… Ma che cos’è, questa tecnologia così attuale, seppur poco sviluppata? E’ un ramo scientifico, che si impegna allo scopo di realizzare delle nano macchine…stiamo parlando di macchine microscopiche, dell’ordine dei nanometri…cioè all’ordine di milionesimi di millimetri…
Oggi è possibile realizzare questo tipo di nanospirali a livello industriale, perché questa “nuova” tecnologia ormai è disponibile e ampiamente studiata dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso. Ma il fatto è che le spirali scoperte in Russia sono state rinvenute all’interno di strati geologici datati tra i 20.000 e i 318.000 anni fa…

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ago 11, 2009 OOPart
La navicella di Toprakkale è una statuetta d’ argilla risalente ad oltre 3000 anni fa, portata alla luce durante alcuni scavi nel sito archeologico di Toprakkale – l’antica Tuspa – in Turchia ed attualmente custodita in una teca del Museo Archeologico di Istanbul.
La notizia del ritrovamento del manufatto venne data dalla stampa di informazione slovena il 29 Novembre 1995.
L’oggetto in questione ha una lunghezza di circa 22 cm, una larghezza di 7.5 cm ed un’altezza di 8 cm, è cuneiforme e l’estremità anteriore, acuminata ed affusolata, presenta un profondo solco. La sezione centrale della statuetta è caratterizzata da uno spazio sagomato all’interno del quale siede una figura umana, la cui testa è stata rimossa per cause ignote ma di cui è possibile apprezzare sia il busto che gli arti superiori ed inferiori.
La figura antropomorfa sembra indossare un paio di stivali ed un bizzarro abito caratterizzato da una successione continua di irregolari sporgenze curvilinee, indumento la cui foggia ricorda fin troppo da vicino quella della tute spaziali utilizzate dai cosmonauti sovietici nel corso delle prime missioni esplorative dello spazio extra-atmosferico circumterrestre.
Nonostante la figura umana risulti parzialmente danneggiata, è possibile distinguere, sotto il mento, alcune formazioni in rilievo, che gli studiosi di paleoastronautica hanno associato a dei tubi di respirazione.
La terza sezione del manufatto è ancora più sconcertante in quanto presenta una struttura che ricorda una sorta di ghiera, da cui emergono tre formazioni coniche estremamente somiglianti ad ugelli di scarico posteriori.
Nel complesso la morfologia della “navicella” di Toprakkale, come è stata soprannominata dagli studiosi di archeologia misteriosa e di paleoastronautica, è talmente somigliante a quella di un moderno razzo vettore monoposto pilotato da un astronauta vissuto più di 3000 anni fa.
By Genesis

La statuetta rappresenta un astronauta, con tanto di tuta spaziale, dentro un macchinario che sembra un moderno razzo.
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